Premio Marzotto 2017

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Sport, StartUp, Tecnologia (Prodotto)

/ 17.3.2015

PREMIO MARZOTTO: INTERVISTA AD ANDREA RINALDO – CEO DI XMETRICS

XMETRICS

Dispositivo per nuotatori che registra i parametri di allenamento e fornisce riscontri audio live

I nuotatori sono abituati ad allenarsi facendo avanti e indietro in vasca, senza avere idea di cosa stiano facendo e come. Xmetrics è la soluzione: un dispositivo da indossare sulla testa, ergonomico e leggero. Registra i parametro d’allenamento – dal numero di vasche alle pulsazioni – fornendo riscontri audio live, come un allenatore virtuale.

 

Intervista a Andrea Rinaldo, Founder e CEO Xmetrics
Vincitore Premio dall’idea all’impresa (50.000 euro)

Quarta edizione Premio Gaetano Marzotto – Anno 2014

 


1) Da dove arriva l’idea fondativa della vostra startup? Quale tipo di esigenza risolve?

L’idea arriva dalla passione per il nuoto, sia come praticante nuotatore che in qualità di allenatore, il tutto unito alla formazione da ingegnere.

La soluzione risolve problemi mai risolti nell’ambito del nuoto per quanto riguarda la registrazione di parametri agonistici con il supporto della telemetria automatica. Prima di Xmetrics non c’era una tecnologia che fosse ergonomica, quindi che non fosse d’impiccio all’atleta durante il nuoto, ma che al contempo monitorasse tutta una serie di parametri agonistici e che in tempo reale condividesse questi parametri con l’allenatore a bordo vasca. Con Xmetrics, il primo activity tracker, tutto questo è oggi possibile

 

2) Nella fase iniziale avete utilizzato le competenze di qualche incubatore o acceleratore?

All’inizio le attività sono state autogestite anche perché abbiamo costituito un team che portava in dote diverse competenze. Quando il progetto tecnologico ha preso vita abbiamo usufruito dell’aiuto di diversi incubatori come Innoviz, Fabric, Superpatertes e Polihub per problemi legati alla logistica, allo sviluppo del modello di business, per specifiche problematiche tecniche e per il tutoraggio.

 

3) Quali tipi di attività vi ha consentito di realizzare il premio vinto con Associazione Progetto Marzotto? Avete ottenuto altri finanziamenti?

Prima del Premio Marzotto avevamo avuto finanziamenti di 28 mila euro dalla Camera di Commercio di Milano con Fabric e di 50 mila euro da Superpartes di Brescia. I 50 mila euro del Premio Marzotto sono stati uno degli importanti vantaggi arrivati con il premio, denaro che ci ha permesso di sviluppare l’hardware e le specifiche tecnologiche. Ma forse il beneficio maggiore derivato dal Premio è stata la visibilità che ha avuto il nostro progetto, con tutta la comunicazione, le interviste e gli articoli che ne sono derivati. Infine il Premio ci ha permesso di entrare nella sfera di influenza del Polihub, che è diventato il nostro incubatore di riferimento.

  

4) Quali sono le principali difficoltà che dovete affrontare?

Le difficoltà iniziali sono state principalmente di carattere tecnico. Abbiamo dovuto tradurre in uno strumento fruibile l’idea, condensando in un unico dispositivo tutte le funzionalità. L’idea di posizionare lo strumento sulla testa del nuotatore è stata vincente anche rispetto ai grandi competitor internazionali che offrono altri prodotti di misurazioni delle performance. Le difficoltà sono state superate grazie alle competenze dei 5 soci fondatori: 100 anni in tutto di esperienza che vanno dalla pianificazione di un business model, all’ingegnerizzazione e alla commercializzazione.

  

5) Quali saranno i prossimi sviluppi tecnologici o commerciali, ed eventuali aggiornamenti sui brevetti/proprietà intellettuale del progetto?

I prossimi sviluppi saranno soprattutto di carattere commerciale. Stiamo siglando accordi di distribuzione sia in Italia che negli Stati Uniti, inizieremo a vendere online e stiamo pianificando azioni nazione per nazione. A metà ottobre del 2014, anche grazie alla visibilità arrivata con il Premio Marzotto, il 30% della società è stato acquisito da Breed Reply: questo ci garantisce migliori possibilità di penetrazione sul mercato internazionale. Per quanto riguarda il brevetto siamo ancora in attesa del riconoscimento, ma stiamo già lavorando per l’estensione dello stesso per il mercato estero.

  

6) Secondo voi cosa si potrebbe o dovrebbe fare a livello burocratico istituzionale per favorire lo sviluppo di startup innovative in Italia?

Il confronto con l’estero, ad esempio con gli Stati Uniti, è impietoso. Soprattutto per quanto riguarda la fase iniziale, per i costi necessari alla costituzione della società e i tempi burocratici necessari. Doversi costituire come una Srl ha inoltre svantaggi dal punto di vista di ricerca di potenziali investitori. Inoltre in Italia, almeno fino a qualche tempo fa, troppe persone si proponevano come acceleratori senza averne davvero le qualifiche e l’esperienza, c’era davvero poca professionalità sul mercato. Per fortuna negli ultimi due anni le cose stanno migliorando, ci sono incubatori molto seri e preparati, e le nuove startup iniziano a pensare immediatamente a sviluppi internazionali delle proprie proposte e soluzioni. Da un punto di vista commerciale contiamo, per il 2015, di arrivare alla commercializzazione di 30 mila pezzi.

 

  

(Febbraio 2015)

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